Millennium Ecosystem Assessment

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The Millennium Ecosystem Assessment (MA) was called for by the United Nations Secretary-General Kofi Annan in 2000. Initiated in 2001, the objective of the MA was to assess the consequences of ecosystem change for human well-being and the scientific basis for action needed to enhance the conservation and sustainable use of those systems and their contribution to human well-being. The MA has involved the work of more than 1,360 experts worldwide. Their findings, contained in five technical volumes and six synthesis reports, provide a state-of-the-art scientific appraisal of the condition and trends in the world’s ecosystems and the services they provide (such as clean water, food, forest products, flood control, and natural resources) and the options to restore, conserve or enhance the sustainable use of ecosystems.

  1. Over the past 50 years, humans have changed ecosystems more rapidly and extensively than in any comparable period of time in human history, largely to meet rapidly growing demands for food, fresh water, timber, fiber and fuel. This has resulted in a substantial and largely irreversible loss in the diversity of life on Earth.
  2. The changes that have been made to ecosystems have contributed to substantial net gains in human well-being and economic development, but these gains have been achieved at growing costs in the form of the degradation of many ecosystem services, increased risks of nonlinear changes, and the exacerbation of poverty for some groups of people. These problems, unless addressed, will substantially diminish the benefits that future generations obtain from ecosystems.
  3. The degradation of ecosystem services could grow significantly worse during the first half of this century and is a barrier to achieving the Millennium Development Goals.
  4. The challenge of reversing the degradation of ecosystem while meeting increasing demands for services can be partially met under some scenarios considered by the MA, but will involve significant changes in policies, institutions and practices that are not currently under way. Many options exist to conserve or enhance specific ecosystem services in ways that reduce negative trade-offs or that provide positive synergies with other ecosystem services.

The bottom line of the MA findings is that human actions are depleting Earth’s natural capital, putting such strain on the environment that the ability of the planet’s ecosystems to sustain future generations can no longer be taken for granted. At the same time, the assessment shows that with appropriate actions it is possible to reverse the degradation of many ecosystem services over the next 50 years, but the changes in policy and practice required are substantial and not currently underway.

Source: MA

photo by: Zaheer Mohiuddin

Il Millennium Ecosystem Assessment (Valutazione degli Ecosistemi del Millennio), il cui acronimo utilizzato generalmente è MA, è un progetto di ricerca che ha cercato di identificare i cambiamenti subiti dagli ecosistemi e di sviluppare degli scenari per il futuro, basandosi sul trend dei cambiamenti. È stato lanciato nel 2001 con il supporto delle Nazioni Unite ed è costato 24 milioni di dollari.

I risultati, pubblicati nel 2005 dopo quattro anni di lavoro e il coinvolgimento di più di mille esperti e scienziati di quasi tutto il mondo, hanno affermato che il mondo sta degradando le proprie risorse naturali, evidenziando che le conseguenze di questa degradazione cresceranno in maniera significativa nei prossimi 50 anni.

Risultati principali

1. Negli ultimi 50 anni l’uomo ha cambiato gli ecosistemi con una velocità ed una forza come mai era successo in periodi precedenti della storia umana. Le cause principali sono state la crescente necessità di cibo, acqua dolce, legname, fibre e fonti energetiche. Questo impatto ha provocato nella perdita irreversibile di una certa quantità di biodiversità nel pianeta.

2. I cambiamenti sugli ecosistemi hanno contribuito ad un aumento del “benessere” del pianeta, perlomeno dal punto di vista “umano”, nonostante vi siano stati enormi costi, tra i quali i principali sono:

* degrado della capacità degli ecosistemi di fornire servizi all’umanità;
* aumento del rischio di cambiamenti “non lineari”, e quindi imprevedibili;
* aumento del livello di povertà di alcuni settori della popolazione.

3. Il processo di degradazione degli ecosistemi, e la conseguente diminuita capacità di fornire servizi, potrebbe crescere significativamente durante i prossimi 50 anni, creando una barriera al processo per ridurre la povertà nel mondo e per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio per lo sviluppo

4. La sfida di invertire il processo di degradazione degli ecosistemi e, allo stesso tempo, assolvere alle crescenti necessità di cibo ed altri servizi, è parzialmente prevista dagli scenari sviluppati dal Millenniium Ecosystem Assessment ma richiederebbe dei significativi cambiamenti nelle politiche, nelle istituzioni e nelle pratiche in atto.

Alcuni risultati specifici

* 60% dei servizi ecosistemici del pianeta sono stati degradati.
* Dei 24 ecosistemi valutati come campione, 15 sono stati valutati come danneggiati.
* Circa un quarto della superficie terrestre del pianeta è coltivata.
* I popoli della terra usano fra il 40% e il 50% dell’acqua dolce corrente disponibile sul pianeta. La raccolta di acqua è raddoppiata negli ultimi 40 anni.
* Circa un quarto degli stock di pesci sono sovrasfruttati.
* Dal 1980 circa il 35% delle mangrovie è stato perso.
* Circa il 20% dei coralli è stato perso in soli 20 anni, il 20% è stato degradato.
* L’inquinamento da nutrienti ha causato l’eutrofizzazione delle acque e la perdita di molti ambienti costieri.
* Il tasso di estinzione delle specie è di circa 100 – 1000 volte superiore il tasso naturale.

Alcune raccomandazioni

* Eliminare i supporti finanziari all’agricoltura, alla pesca e alle risorse energetiche che provocano danni all’ambiente (cosiddetti “incentivi perversi”).
* Incoraggiare i proprietari terrieri a gestire le loro terre in modo da incentivare la fornitura di servizi ecosistemici quali generazione di acqua dolce e deposito di carbonio.
* Incentivare il lavoro di protezione di aree da attività di sviluppo, specialmente negli oceani.

Fonte: Wikipedia

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