Drug-Resistant Tubercolosis: Give us the tools to meet the challenge

Only ten years ago health experts believed that multiple-drug-resistant TB would never present a real problem. Since then, the relentless rise of cases of MDR TB as monitored by the WHO has buried the idea that we are dealing with an easily contained phenomenon. Today, drug-resistant TB is a disease that poses a global threat.

Latest information may conceal bleaker picture

The latest WHO report on the global spread of MDR TB confirms this view. Yet the picture the report gives us is incomplete. The real situation is probably a lot worse because the information from many countries, particularly African countries is limited and often outdated.

HIV fuelling spread of drug-resistant TB in Africa

The absence of a clear picture of the progress of the disease is worrisome in those African countries where MDR TB has taken a hold among those living with HIV. Only six countries in total in Africa have returned any information at all for the latest survey. For instance, no cases of MDR TB at all are reported from Kenya based on 13 year old data from 1995. Yet MSF is at this very moment treating MDR patients in Kenya. And information on the disease from Mozambique was collected back in 1999 – nearly a decade ago.

What we do know is that difficulties in diagnosis in those countries mean that cases are indeed going undetected. And not only is it much more difficult to provide treatment to patients in places of high HIV prevalence but outcomes for those co-infected are dramatically worse – 60% of patients co-infected with HIV and TB die.

We are off track to meet the challenge

This comes against the backdrop of the wider failings to implement the Global MDR-TB & XDR-TB Response Plan. Multi-drug resistant TB is definitely on the increase but so too is the gap between those who are treated and those who are not. In 2007, only 30 000 people with MDR TB received treatment – far short of the Global Plan’s 60,000 target – this year the target is set at 100 000 new cases of MDR in 2008 alone. Even if the Global Plan would be followed, it is still a far cry from reaching the estimated 490 000 new cases of MDR TB each year. It is clear that we are off track in dealing with the challenge.

Treatment scale-up is limited in many countries.

Bashing international agencies doesn’t answer the problem. With funding for MDR TB being available, for example through the Global Fund to fight AIDS, TB and Malaria, a major factor contributing to the lack of progress is the lack of greater efforts at country level. There has been a lack of response from governments to scale-up treatment of drug-resistant TB. Yet, without national commitments to scale up the Global Plan is dead in the water.

Without better tools, the battle is lost

But the larger lesson to be learnt is that even with renewed efforts to scale-up treatment globally, we cannot beat the challenge of drug resistant TB with the medical tools – diagnostics and drugs – currently at our disposal. They are simply not up to the task.

The most commonly used TB diagnostic test was invented in the 1880s. There are some new rapid detection tests now available that can identify accurately and swiftly the different strains of resistant TB and provide swift prescription of the best drugs but these tests require sophisticated laboratories.

No new drugs in prospect for over a decade

Most of today’s TB drugs were developed in the 1950s and 60s and it comes as no surprise that these drugs are no longer enough to control TB. Drugs to treat MDR TB are even worse because they are complicated to use, expensive, have low efficiency and come with serious side effects. Even the best run MDR-TB programs report high death, failure and default rates. And MSF witnesses in its programs the emergence of XDR-TB even under optimized MDR TB care, simply because the drugs to treat MDR TB are not efficient enough

Development of new drugs to treat regular and drug resistant TB are now underway but the pipeline has far too few drugs in development. . The amount of research activity is still very low key.

Need for urgent action

At a time when we have the highest ever recorded rates of drug resistant TB, there is need for urgent action. Funding for research and development of new drugs and diagnostic tests must be increased at least five-fold to have any chance of making a substantial impact in the coming years. The response so far has been completely insufficient and we will continue to see rising figures until the world wakes up to this emergency. We must continue to do the best we can with existing options, but one thing is clear: this catastrophic situation will not improve unless there are new diagnostics and medicines.

Tido von Schoen-Angerer

If you want to contribute to stop TB click here.
Please sign the petition.

Con 9 milioni di nuovi casi e quasi 2 milioni di morti ogni anno (ovvero 4 morti ogni minuto) la tubercolosi è una malattia in piena espansione, ben lontana dall’essere sconfitta.
21/03/2008

La TBC è ormai la prima causa di mortalità tra le persone affette da HIV/AIDS. Inoltre quasi mezzo milione di persone hanno sviluppato un ceppo di TBC multiresistente che non risponde ai trattamenti tradizionali. Medici Senza Frontiere (MSF) tratta circa 29.000 pazienti affetti da TBC in 40 Paesi. I contesti in cui MSF opera sono molto diversi e includono paesi in conflitto come la Cecenia, i campi rifugiati in Ciad o in Tailandia, le prigioni come in Kyrgyzstan.

Il netto aumento della TBC multiresistente nelle regioni dell’Ex Unione Sovietica induce a riflettere sul disastro della TBC resistente ai farmaci comunemente usati nel mondo intero. Più aumenta l’incidenza della TBC multiresistente più risulta evidente il gap tra i pazienti trattati e quelli non trattati. Lo scorso anno solo 30.000 persone affette da TBC multiresistente sono state trattate mentre stime ufficiali dell’OMS registrano circa 490.000 casi ogni anno.

Medici Senza Frontiere si trova a combattere con una serie di difficoltà che rischiano di vanificare gli sforzi impiegati per far fronte a questa malattia. I medici che curano questi pazienti hanno disperatamente bisogno di nuovi farmaci e strumenti diagnostici adattati a contesti poveri, in modo particolare per la TBC multiresistente e per i pazienti che soffrono di co-infezione da HIV/AIDS. La maggior parte dei farmaci adoperati oggi per combattere la TBC sono stati sviluppati tra il 1950 e il 1960 e per l’immediato futuro è prevista la produzione di pochissimi nuovi farmaci. Oggi la situazione è sconfortante: il trattamento di prima linea è lungo e interagisce con i farmaci antiretrovirali usati contro l’HIV/AIDS, la seconda linea è una combinazione di farmaci tossici e poco efficaci, non esiste un vaccino.

Le tecniche di diagnosi più recenti fanno affidamento a sofisticati laboratori che nella maggior parte dei Paesi poveri non esistono. Fino a che non sarà disponibile un test semplice, efficace, adattato alla realtà dei paesi in via di sviluppo e che ci possa dire quasi subito e senza alcun dubbio se il paziente è affetto da TBC attiva, molti pazienti affetti da TBC moriranno senza essere trattati. In queste condizioni e con i mezzi attualmente a nostra disposizione l’ulteriore diffusione della TBC multiresistente è inevitabile. Aspettare 10 o 15 anni prima che una nuova linea di trattamento sia sviluppata e prodotta mentre milioni di persone continuano a morire è semplicemente inaccettabile.
Secondo Medici Senza Frontiere è fondamentale trovare:

-Nuovi farmaci più efficaci che accorcino la lunghezza del trattamento, rispondano alla TBC multiresistente e rendano possibile il trattamento integrato della TBC e dell’HIV nei pazienti co-infettati.

-Test diagnostici il cui uso possa essere facilmente introdotto nei paesi in via di sviluppo e che permettano una tempestiva diagnosi di pazienti affetti da MDR-TBC o co-infettati da TBC

Fino ad allora sarà indispensabile che i Governi e le compagnie farmaceutiche si impegnino a finanziare la ricerca e lo sviluppo di programmi che rispondano a questi bisogni. Il finanziamento per la R&D (ricerca e sviluppo) deve aumentare almeno di 5 volte per avere la certezza di un qualche impatto nei prossimi anni.

Le compagnie farmaceutiche devono partecipare attivamente al processo di pre-qualificazione di nuovi farmaci dell’OMS perché siano identificate fonti qualificate per la produzione di formulazioni pediatriche, per la streptomicina e per la seconda linea di trattamento.
La fabbricazione e il rifornimento del trattamento di seconda linea dovrebbero essere facilitati per garantire un costante, facile e accessibile rifornimento di farmaci per la TBC multiresistente.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e STOP TBC Partnership devono continuare a rimanere vigili: sono necessari molte più risorse e impegno per combattere una malattia che è ben lungi dall’essere sotto controllo. Senza un chiaro impegno politico nel garantire i progressi scientifici e medici, l’innovazione terapeutica essenziale per alleviare la sofferenza e soddisfare le urgenze di milioni di persone non può essere adeguatamente garantita.

Per questo, sul lungo periodo, per garantire l’accesso ai farmaci e all’innovazione medica è fondamentale che il gruppo di lavoro che, all’interno dell’OMS, ha il compito di disegnare una strategia globale e un piano d’azione per rispondere alle attuali inefficienze della ricerca scientifica nell’ambito delle malattie trascurate che affliggono milioni di persone del sud del mondo, proponga una nuova cornice di lavoro del sistema che regola la Ricerca e Sviluppo nel settore della salute. I risultati che si otterranno sul fronte della TBC potrebbero rappresentare un’interessante cartina di tornasole del successo del lavoro di questo gruppo intergovernativo sulla Ricerca e Sviluppo di nuovi farmaci sulle malattie trascurate.

Kostas Moschochoritis
Direttore Generale
MSF Italia

Se vuoi aiutare Medici Senza Frontiere clicca qui.

Source: MSF.orgMSF.it

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