Digital Divide

 

The term digital divide refers to the gap between those people with effective access to digital and information technology and those without access to it. It includes the imbalances in physical access to technology as well as the imbalances in resources and skills needed to effectively participate as a digital citizen. In other words, it’s the unequal access by some members of the society to information and communications technology, and the unequal acquisition of related skills. Groups often discussed in the context of a digital divide include socioeconomic (rich/poor), racial (majority/minority), or geographical (urban/rural). The term global digital divide refers to differences in technology access between countries.

As with many general concepts, there are various definitions of the term “digital divide”. According to Bharat Mehra (2004), the digital divide is “the troubling gap between those who use computers and the internet and those who do not”.

The term initially referred to gaps in the ownership of, or regular access to, a computer. As Internet access came to be seen as a central aspect of computing, the term’s usage shifted to encompass gaps in not just computers but also access to the Internet. Recently, some have used the term to refer to gaps in broadband network access. The term can mean not only unequal access to computer hardware, but also inequalities between groups of people in the ability to use information technology fully.

The discussion on digital divide often are tied with other concepts. Lisa Servon argued in 2002 that the digital divide “is a symptom of a larger and more complex problem, the problem of persistent poverty and inequality”. As described by Mehra (2004), the four major components that contribute to digital divide are “socioeconomic status, with income, educational level, and race among other factors associated with technological attainment”.

In today’s society, jobs and education are directly related to the internet. In countries where the internet and other technologies are not accessible, education is suffering, and uneducated people cannot compete in the global economy. This leads to poor countries suffering greater economic downfall and richer countries advancing their education and economy.

by scottiforvideo via youtube

Con digital divide (divario digitale, spesso abbreviato in DD) si intende il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie (internet, personal computer) e chi no. Le cause sono ad oggi oggetto di studio. Tuttavia vi è consenso nel riconoscere che condizioni economiche, di istruzione e, in molti paesi, l’assenza di infrastrutture siano i principali motivi di esclusione

Nonostante si sia fatto riferimento al Digital Divide come un problema interno al contesto americano, oggi è più comune definire con questi termini il divario esistente nell’accesso alle nuove tecnologie in una prospettiva globale. Tuttavia le analisi sull’argomento sono orientati in entrambe le prospettive di analisi, nazionali e transnazionali. Nell’ambito della Network Society, le cause di tale divario sono da ricercare in diversi fattori socio-economici, ed introducono effetti che sono tutt’ora oggetto di indagine.

Il Digital Divide potrebbe incrementare infatti le già esistenti diseguaglianze di tipo economico, ma avere effetti drammatici anche nell’acesso all’informazione implicando ulteriori conseguenze. Oggi sono attive diverse campagne per il superamento del Digital Divide impegnate nel riutilizzo dell’hardware (il così chiamato trashware), spesso impiegando l’uso di software libero.

Le Nazioni Unite hanno espresso l’impegno a risolvere il problema attraverso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Goals) presentati all’Assemblea del Millennio. In proposito è stato istituito dall’Assemblea dell’UN un Gruppo di Esperti di Alto Livello che ha presentato nella stessa assemblea il primo piano di azione globale finalizzato al superamento di questo divario. Il Digital Divide è stato ancora argomento centrale nel primo Summit sulla Società dell’Informazione indetto proprio dalle Nazione Unite. Nonostante le aspettative, il Summit non ha però prodotto risultati tangibili.

Una delle cause ampiamente condivise del Digital Divide è di carattere economico che impedisce alla popolazione di tali paesi di acquisire un’alfabetizzazione informatica che è causa stessa del Digital Divide. Il circolo vizioso che si viene a creare porta i paesi poveri ad impoverirsi ulteriormente dato che vengono ulteriormente esclusi dalle nuove forme di produzioni di ricchezze che sono basate sui beni immateriali dell’informatica

Nell’ottobre 1998, in occasione del Global Village, un seminario sul digital divide tenutosi in India viene composta la Bangalore Declaration on Information technology for developing countries.

In questa sede venne teorizzata la creazione di un computer a basso costo, non basato su linguaggio scritto, ma visivo, che permetta, attraverso il collegamento a Internet, di creare i mezzi e la cultura necessaria alla nascita di attività online per i mercati in difficoltà.

Un gruppo di informatici ed economisti indiani, sotto la guida dell’Istituto Indiano per l’Informatica e l’Automazione, e dell’importante industria di software Encore Ltd (con sede a Bangalore), creano la Simputer Trust, un’associazione che ha lo scopo di realizzare questo tipo di sistema informatico: in tre anni nasce il simputer.

Source: en.wikipediait.wikipedia

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