May 5, 2008
A spidery fungus with a voracious appetite for military uniforms and canvas tents could hold the key to improvements in the production of biofuels, a team of government, academic and industry researchers has announced.
The fungus T. reesei rose to dubious fame during World War II when military leaders discovered it was responsible for rapid deterioration of clothing and tents in the South Pacific. Named after Dr. Elwyn T. Reese, who, with colleagues, originally isolated the hungry fungus, T. reesei was later identified as a source of industrial enzymes and a role model for the conversion of cellulose and hemicellulose–plant fibers–into simple sugars.
The organism uses enzymes it creates to break down human-indigestible fibers of plants into the simplest form of sugar, known as a monosaccharide. The fungus then digests the sugars as food.
Source: ScienceDaily
……………………………………………………………………………………………………………………………………………………
Il Gliocladium roseum, un fungo scoperto in Patagonia da Gary Strobel, è in grado di convertire per autodifesa gli scarti delle produzioni vegetali in biodiesel. Grazie a questo fungo non sarà necessario sacrificare la produzione di cibo per produrre biocarburante. Il mico diesel è una mistura volatile di alcoli, esteri ed idrocarburi che bruciano in maniera più efficiente e pulita rispetto al classico diesel. Il fungo cresce sulla cellulosa producendo vapore, eliminando di conseguenza i processi di estrazione e purificazione, implicati nel classico processo produttivo: “Quando i vegetali sono utilizzati per produrre biocombustibili devono essere elaborati prima che possano essere convertiti in composti utili per il metabolismo dei microbi”, ha concluso Strobel. “G. roseum può produrre mico-diesel direttamente dalla cellulosa, il principale composto che si trova nelle fibre vegetali: ciò, evidentemente, potrebbe evitare uno stadio di lavorazione.”
Fonti: le Scienze